Manca uno stato che dia senso all'Italia

 

G. Gallozzi, L'Unità  16-10-2006 - Un gruppo di "resistenti" del Nord-Est contro una zincheria abusiva. Un comitato civico napoletano contro la privatizzazione dell'acqua. Due ricercatori di fama internazionale, a Modena, che devono fare una colletta per avere un microscopio necessario alle loro ricerche. Degli "avvocati di strada torinesi in difesa di chi non ha nulla. Non sono che alcune delle storie di resistenza o "disobbedienza" civile raccontate da Checosamanca® -scritto tutto attaccato- , straordinario viaggio nell'Italia di oggi compiuto da un gruppo di giovani autori (Alice Rohrwacher, Andrea Segre, Francesco Cressati, Enrico Cerasuolo, Sergio Fergnachino, Andrea D'Ambrosio, Marco Berrini, Martina Parenti, Nicola Zucchi, Chiara Bellosi) messi insieme da Eskimosa (l'etichetta della collana di documentari Feltrinelli, capitanata dal produttore Carlo Cresto-Dina) e Raicinema, presentato ieri alla Festa.
Un po' come i gloriosi «cinegiornali» di Zavattini e le varie forme di controinformazione degli anni Settanta, questo film collettivo si propone di svelare l'Italia che i media non raccontano, attraverso un progetto in fieri, che avrà ancora almeno due altre «appendici». E Checosamanca® in questo paese? Da Nord a Sud, l'unica cosa che tiene insieme lo Stivale è l'assenza della Stato e della politica, alla fine, intesa come partiti. Sono i cittadini allora a doversi rimboccare le maniche per assolvere a quello che normalmente dovrebbe essere il compito delle istituzioni. Ed è proprio contro di esse che spesso si battono. Gli esempi più macroscopici sono stati il movimento no Tav in Val di Susa o quello contro il ponte di Messina, ma ecco venirne fuori tanti altri. Movimenti di «resistenza» a cui partecipano vecchi, giovani, interi paesi, in provincia di Vicenza, dove da quattro anni parte della popolazione ha messo in piedi un presidio di fronte al cantiere per la costruzione di una zincheria abusiva, voluta dalla Lega. Loro sostengono che lì sotto, in quelle fondamenta, siano finiti rifiuti tossici al centro di una gigantesca partita gestita dall'eco-mafia. Fatto sta che uno dei fondatori del «presidio» ha subito un tentato omicidio con sprangate in testa e mesi di ospedale. Ma per gli inquirenti si è trattato di un'aggressione da parte di «motociclisti». Alla fine la zincheria è stata edificata e non ha dovuto neanche affrontare le prove di impatto ambientale. Sembra un po' di stare dalle parti dell'ultimo documentario di Pino Solanas, quello che racconta della ricostruzione dell'Argentina attraverso tanti esempi di solidarietà  civile, dopo il tragico crack economico del 2002. E del resto, in chiusura, i Marlene Kuntz ci rimandano alle note della storica canzone di Gaber, «la libertà  non è uno stato d'animo, libertà è partecipazione».